Mosaico su legno Bisanzio XIV sec.
Conosciuta come la “glikofiloüsa”
(colei che abbraccia dolcemente)
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Mirabile è l'armonia raggiunta fra i marmi policromi delle pareti e delle strutture (incrostazioni) con i mosaici delle volte e delle cupole. L'arte bizantina raggiunse tale raffinatezza da affidare alle rifrazioni delle tessere di mosaico, soprattutto in oro ed argento, particolari funzioni di dilatazione dello spazio e della luce.
Tali caratteristiche, esaltate dalla particolare tecnica di incastonare le tessere secondo angoli determinati, finiva per affidare all'arte musiva un ruolo espressivo determinante. Nel mirabile gioco delle policromie bizantine non v'è dubbio che anche i migliori affreschi non avrebbero potuto raggiungere il medesimo effetto; di qui la convinzione di non dover considerare il mosaico arte minore, come si diceva in premessa.
Nell'era bizantina dobbiamo distinguere un primo periodo che va dal regno di Giustiniano all'avvento dell'iconoclastia (565-726) in cui si perfeziona e matura lo schema iconografico e tematico innanzi sintetizzato; al culmine di tale era la funzione dell'immagine dei Santi che viene esaltata fino a raggiungere anche ruoli centrali.
Cristo Pantocratore S. Sofia Istambul
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In epoca iconoclasta (726-787 e 814-843) spariscono chiaramente le immagini per essere sostituite da semplici simboli (per lo più la Croce), animali, piante, uccelli ecc.
Le prime immagini che riappaiono in epoca post iconoclasta ripropongono a figure isolate lo schema classico per poi produrre scene complesse e ordinate secondo cicli completi. E' in questa fase (Nono Secolo) che si esprime la maggiore maestria delle "tessere inclinate", che citavamo prima, a punteggiare sfondi di solito bidimensionali e a rendere vibranti le superfici contornate da tessere dal colore più marcato (S. Sofia a Costantinopoli, ex voto di S. Demetrio a Salonicco).
S. Sofia a Costantinopoli
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Dal "Decimo Secolo" le figure tendevano ad assumere forti caratteristiche plastiche; con l'accentuazione delle sfumature le immagini prendono corpo e sembrano animarsi; le linee raggiungono maggiore grazia nei contorni fino ai risultati "pittorici" di particolare efficacia e realismo del "Dodicesimo Secolo". Ricordiamo i mosaici delle Ville di Dafne in Turchia, del Duomo di Monreale e della Cattedrale di Cefalù.
In quest'epoca si raggiunge il massimo della capacità espressiva del mosaico a Bisanzio.
Alcuni mosaici delle Ville di Dafne in Turchia |
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Cristo Pantocrale nella Cattedrale di Cefalù
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