In periodo ellenistico si sviluppò un'importante scuola di mosaicisti con sede a Bergamo. Le opere più belle furono descritte anche da Plinio che descrive di mirabili "asarotos" eseguiti dal maestro Sasos di Bergamo fra il 197 e il 159 a.C. Gli asarotos, che letteralmente significa "pavimenti non spazzati" raffiguravano, come in un trompe l'oeil ante litteram, i resti di un pranzo su di un fondo omogeneo. Tale tema fu poi ripreso dai romani. Il contatto con la scuola italiana in questo periodo (I e Il secolo a.C.) e la frequenza di spostamenti degli stessi maestri in varie zone, rendono difficili le classificazioni delle opere ellenistiche.