Più conosciuta come "opus saxeum" è la tecnica adoperata per paramenti murari a ciottoli. L'aspetto della superficie di queste murature è assai vicino a quello del "pietrame a secco", dove gli interstizi fra i sassi restano quasi privi di malta, assai profondi e scavati.
Pur non essendo riferibile direttamente a tecniche musive, è stata tratta ispirazione da questo tipo costruttivo (fra l'altro di non largo impiego e non sempre catalogato sotto questo nome) per catalogare tutti i mosaici in cui le tessere siano state trattate con un particolare procedimento di "erosione". L'erosione dei margini della tessera, infatti, le conferisce la rotondità e il volume del ciottolo, del sasso. La tecnica produttiva, con una lavorazione particolare, a volte anche lunga, finisce per sostituire la naturale azione del vento e dell'acqua. A questo trattamento possono essere sottoposti sia i mosaici su fogli per tessiture omogenee (a tessere regolari) che fregi e decori musivi, cosi come anche gli intarsi marmorei (opus sectile). L'effetto finale è quello di una superficie invecchiata dal tempo e capace cosi di stimolare emozioni particolari ed antiche suggestioni.