La tecnica non è altro che un tesselatum inclinato a 45°. Anch'essa fu adoperata per grandi superfici omogenee di pavimentazioni o di parti di fondo ad altri decori; trae chiaramente spunto da una tessitura largamente usata dagli antichi romani nelle "opus" murarie, costituita da conci di pietra (per lo più tufo) di forma piramidale a base quadrata, col vertice infisso nel corpo della muratura e la base, a formare il parametro, con i Iati inclinati a 45°. L'inclinazione della tessitura nei campi rivestiti a mosaico era scelta dal maestro per conseguire particolari effetti, specie a determinare il contrasto con altre zone. La sezione denominata con questo nome raggruppa alcuni esempi elementari "di fondi". La tecnica della inclinazione a 45° sui fogli di carta traforata ha rivelato comunque una grandissima utilità, come variante del tessellatum, in quanto consente l'incastro dei margini dei fogli con una resa migliore a posa ultimata, dove non sarà più possibile distinguere i fogli originali della composizione