Assai impiegata per i pavimenti, questa tecnica non è propriamente catalogabile fra le tecniche musive in quanto impiega marmi e pietre tagliati ad incastro (sectilis), secondo disegni geometrici (rombi, quadrati, triangoli, losanghe) e di dimensioni ben più ampie delle tessere. Il taglio è effettuato secondo una sagoma precisa, che consente incastri predeterminati o del disegno. Spesso nei disegni di pavimenti questa tecnica è stata impiegata frammista a brani di mosaici e l'abbinamento produce esiti interessanti ed armonici. L'opus sectile può dunque dirsi a metà fra il mosaico e l'intarsio. Essa fu impiegata con grande maestria nei meravigliosi pavimenti di S. Marco a Venezia e in molte altre chiese del Medioevo. I prodotti industriali raggruppati in questa sezione sono frutto di una rivisitazione di molti esempi pavimentali eseguiti con tale tecnica, adattati alle problematiche produttive industriali. I risultati sono comunque altamente suggestivi e stimolanti anche per nuove forme di impiego, come ad esempio le ipotesi di larghe pregiate tessiture continue, inframmezzate da pannelli decorativi e contornate da fregi.