La tecnica era impiegata alle origini della decorazione pavimentale ad ornare i "letti" di cocciopesto (particolare conglomerato di cui erano specialiste le maestranze dell'antica città laziale di Segni). La decorazione si otteneva sistemando in sequenza nel cocciopesto tesserine di marmo o ciottolini solo lungo i contorni o la traccia di un disegno. Le tessere erano assai distanziate fra loro ed erano disposte secondo "grafismi", semplici tracce geometriche. L'evoluzione di questa tecnica, che tendeva a definire solo il contorno di una raffigurazione, portò probabilmente alla individuazione dei decori per "sagome" o "silhouette" e quindi al mosaico italico in bianco e nero. L'esaltazione della grafica, della forza di un semplice segno era dunque assai nota al mondo romano. Questa tecnica viene proposta in vari esempi nelle collezioni di produzione industriale e probabilmente necessita di ulteriori approfondimenti, vista la sua forza espressiva.