Quasi un capitolo a sé costituisce la copiosa produzione musiva dell'area ravennate. Essa si sviluppò fra il V ed il VI secolo realizzando l'incontro fra arte paleocristiana e mondo bizantino. Le raffigurazioni che troviamo nei monumenti di quest'area assumono ancora tratti realistici nelle opere più antiche (mausoleo di Galla Placidia, Battistero Neoniano); perdono profondità e brillano di contrasti di colori accesi su sfondi di solito monocromatici (per lo più oro) le raffigurazioni successive (Battistero degli Ariani, S. Apollinare Nuovo). La particolare espressività delle figure, l'uso di tecniche cromatiche che rifuggono dal disegno marcato dei contorni basandosi soprattutto sui contrasti fanno pensare all'influsso di nuovi Maestri di chiara ispirazione bizantina. Bizantino è quel senso di serenità e di contemplazione che si diffonde su tutte le figure di S. Vitale e parimenti espressivi, anche se di mano certamente diversa, sono i mosaici di S. Apollinare in Classe.