Alcuni mosaici di Monreale |
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Con sicura originalità si inserisce in questo periodo la copiosa attività dei Maestri Cosmati, abilissimi nell'intarsio, nelle incostrazioni, nell'opus sectile ed anche nel mosaico.
Dal "tredicesimo Secolo" si notano i prodromi della decadenza dell'arte musiva bizantina; il mosaico comincia ad essere sostituito dalla pittura, tesa alla scoperta di nuovi effetti di profondità e di rappresentazioni luministiche. La pittura diviene arte guida ed il mosaico cerca di imitarla, sbizzarrendosi anche in virtuosismi particolari (tessere minuscole dei mosaici portatili) ma ponendosi oramai in un piano secondario.
Solo a Venezia il mosaico ebbe vita più lunga che altrove fino a dover cedere ai nuovi principi estetici del Rinascimento. Per i continui interventi e i successivi restauri oggi possiamo dire che la Basilica di S. Marco rappresenti un vero e proprio "archivio del mosaico" medievale e rinascimentale, cosi come consideriamo Pompei per l'epoca romana.
Alcuni mosaici della Basilica di San Marco
e di Santa Maria sull'isola di Torcello |
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Intorno alla Basilica, nella quale si realizzarono mirabili opere lungo tutto il XII e XIII secolo, nacque senz'altro la più importante scuola di mosaicisti dell'epoca. Fu dal loro insegnamento che derivò la scuola di Firenze (la quale operò al Battistero di S. Giovanni a partire dal 1225) e certo determinante fu la loro influenza nella scuola romana.
Pur nella subalternità rispetto alla pittura, il mosaico viene ancora largamente impiegato durante tutto il "Quattordicesimo Secolo", soprattutto per le facciate delle Chiese, e ciò accade quasi esclusivamente in Italia (Roma, Pisa, Siena, Orvieto ed ancora S. Marco a Venezia). I pochi episodi presenti all'estero in questo secolo ed in quello precedente testimoniano di rari casi di "esportazione" dell'arte italiana (Westminster, Saint Denis, Praga ecc.).
La canonizzazione dei principi dello stile romanico e gotico finisce per escludere l'impiego del mosaico parietale. Una certa diffusione si nota ancora per i mosaici pavimentali nei quali le composizioni fondono per lo più trame in opus sectile con tessiture musive. Ma, soprattutto a partire dall'Italia settentrionale e dalle regioni nordiche, lo sviluppo della fabbricazione delle piastrelle in ceramica colorate costituisce ben presto l'alternativa alle costose decorazioni musive per i pavimenti. |