I templi e le regge erano di pietra mentre tutte le abitazioni erano di legno, di paglia, di giunco, di fango. La prima abitazione di pietra fu costruita per l'uomo non per il Dio. Nell'architettura arcaica la casa di pietra indica la sala delle udienze del Re, e finì per identificare la casa comune, o meglio, il luogo dove si pranza e si riceve, munito di colonne e di focolare centrale.
Pietra equivale dunque a stabilità, durevolezza.
Una costruzione diventa di pietra perché rappresenti la sfida alle intemperie e al tempo, ed esprima così la sua maggiore autorevolezza.
D'altronde, ogni qualvolta il verbo diventa pietra (si pensi alle tavole di Mosè) si sanciscono concetti decisivi, determinanti e duraturi. Come apprezzare tanto spessore e significato nel mosaico?
Il mosaico è per antonomasia "Pittura di Pietra" quindi duratura. La scelta di questa tecnica decorativa è senz'altro ispirata dal desiderio di eternità. Il mosaico, letto in tal modo, non dovrà essere reputato né arte minore né subalterna, ma nobile espressione "primaria" destinata alle opere meno caduche, perché siano capaci di significare autorevolezza ed importanza. Si dice del mosaico "... tessere minuscole di pietra, di marmi o di smalti, fantasmagoria di colori che si sciolgono in toni graduali".
A legare, fondere, connettere è la mano insostituibile dell'uomo. Essa seguirà, sicura, trame indicate da un passato sapiente.
Una teoria infinita di greche e decori, fregi e volute, ci ricorda il sapore antico di tessiture ancora attuali. Quasi una virtù magica consente di plasmare l'essenza lapidea in forme sinuose ed in toni cangianti. Non è forse la magia la virtù dell'uomo che chiede alla natura di mostrargli le sue meraviglie?
Ed è ancora la pietra, a sfidare il tempo, che con la sua essenza sa esprimere l'opera umana, un segno immutabile e perenne. La pietra resterà lì, a testimoniare di secoli che altro hanno distrutto.
Il mosaico si articola in generi differenziati di forme decorative, le tecniche diverse, l'originalità e l'unicità della manualità e del fare artigianale, con cui si possono affrontare i temi più cari ai progettisti contemporanei, offrendo loro una gamma di suggerimenti ma, soprattutto, riproponendo l'impiego di una tecnica antica, fornendo gli strumenti per poterla adottare nelle soluzioni più disparate.
La breve Storia del Mosaico che segue potrà agevolare una lettura corretta del fenomeno, indurre ad una migliore comprensione e, più in generale, favorire gli stimoli per originare una empatia con uno dei modi espressivi più suggestivi del fare umano.
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